Ritrovarci a pensare che consista tutto in quattro tappe all'apparenza molto semplici, terrore della morte incluso, senza immaginare che tutte e quattro possono essere invece complicate e assolutamente variabili da un essere all'altro. Non immaginare altro sul proprio cammino e vedersele già tutte realizzate.
Privandoci della soddisfazione di fantasticare sugli intervalli, su che cosa fare per impiegare il tempo tra un traguardo e il successivo. Forse già avendo concretizzato che non tutti gli esseri viventi arrivano al terzo punto.
Che cosa fare... dev'essere il dramma dei tempi moderni, quando le giornate non sono scandite dai ritmi del lavoro ma da quelli della sveglia. O il dramma dell'uomo, essere alfabeta e pensatore, che accumula gli anni sapendo che la sua esistenza avrà una tregua.
Che risente sempre di qualcosa che gli sfugge, ma che ha sviluppato speranza e si ritrova ad attendere. Tentando spesso di celare la dannazione dell'infinità che ha davanti, non credendosi più immortale ma programmando le reincarnazioni.
"Le scadenze sono fatte per esser rimandate", ancor sussurra l'ego a tempo scaduto.
Finora ho sperimentato solo la tappa della morte.
RispondiEliminaNiente di che...
Per nascere c'è ancora tempo, di crescere e riprodursi non se ne parla.
Tutto ha un inizio e una fine....è il ciclo della vita, l'importante è fare in modo che l'intervallo sia pieno e interessante. Un caro saluto.
RispondiEliminaCi è dato sapere che...
RispondiEliminaLa nascita chiunque di noi la conosce,sta a noi riempirne il suo significato.Il tempo è solo una convenzione se tu lo cancelli e vivi sino all'ultimo respiro.Non sono fatto per pazientare ed attendere,ne per vivere con gli occhi sul futuro.Massima previsione:i limiti della mia ombra.
Ogni partenza ha un punto d'arrivo...durante il percorso osserviamo paesaggi più o meno belli, paesaggi che incantano e fanno capire quanto sia bello quel viaggio...altri che invece ti fanno ricredere, ti fanno venir voglia di non proseguire...sta a noi capire, cercare di colmare gli intervalli che ci separano dall'arrivo...e farlo nel miglior modo possibile pensando che questo è un viaggio irripetibile...e vale la pena d'essere vissuto...
RispondiEliminail tempo passa per tutti, sta a noi decidere come sfruttarlo.
RispondiEliminabuona Settimana, a presto, un abbraccio
In due delle quattro tappe, risiedono le uniche sicurezze che l'uomo possiede: nascita e morte. Nella altre due, risiedono le sue più grandi speranze.
RispondiEliminaWow, a dir poco geniale.. ti aggiungo ai blog che seguo.. spero nn ti dia fastidio in tal caso basta dirlo <3 http://laraccontastorie.blogspot.com/
RispondiEliminaUna giusta riflessione la Tua. Ma dobbiamo imparare a barcamenarci in tutti questi conflitti esistenziali senza porsi troppo domande.
RispondiEliminaCiao, Ti auguro una buona settimana.
Non si è obbligati ad arrivare al terzo punto, io ad esempio... ho perso dinuovo la mia rosa... nonostante abbia vuto molte cose in comune con me, quella rosa non era mia... l'ho persa venerdì... e proprio per questo... sto arrivando alla conclusione che il terzo punto è solo per i più fortunati, e non è un dramma non raggiungerlo... si arriverà tranquillamente al quarto senza rendercene conto... ^^"
RispondiEliminaper il resto continuerò a vivere come sempre.. cercando di capire il prossimo come posso... e se non riesco, avrò soltanto sbagliato strada...
RispondiEliminaLa morte, la considero un mistero.
RispondiElimina