domenica 18 dicembre 2011

A Cloud in Circle - Suicide at the End of December


Durante quelle partecipazioni consumistiche che i media osano denominare "feste", all'ombra di abeti e luci lampeggianti si ridestano antichi dissapori interiori che spesso mutano in suicidio. Quale miglior occasione per rammentarsi ciò che di buono è accaduto o è stato fatto nell'anno in declino rispolverando la patina di solitudine che nemmeno hobby o lavoro sono in grado di occultare? Ed anzi proprio le "feste", il Natale, donano a cuori congelati dell'altro ghiaccio, accuratamente camuffato dietro pacchetti e sorrisi di circostanza.
Le lontane terre argentine nel 2009 partorirono questo demo che, come indicato nel retro di copertina, non vuol essere nulla più di un semplice scherzo o regalo a chi vive il dicembre con assoluto nichilismo attendendo (im)paziente l'Epifania a riportare l'umanità sulla retta via dell'indifferenza. Anime amareggiate da cotanta bontà ipocrita trovano rifugio in pensieri incomprensibili ai più e possono avere il loro attimo di riscatto nei confronti del vecchio barbuto senza necessariamente ricorrere a metodi estremi, di cui torna prepotente il desiderio alla vigilia della dieta televisiva per perdere i chili delle feste.
La lezione impartita dai Drown in Solitude l'anno precedente può appesantire l'ascolto, ma certamente non servono parole di fronte a un evento dove la tristezza è bandita e, per taluni, ulteriormente amplificata.

martedì 8 novembre 2011

Come curare la tristezza

Al fortunato e ricco re era un figlio sempre triste e mesto. Così il padre, preoccupato fortemente per la tristezza del figlio, consultò i vati, e i vati facilmente diedero responso: "Cambia la tunica di tuo figlio con la tunica dell'uomo beato, contento della sua condizione: allora tuo figlio sarà contento." Subito il re si affrettò per tutte le terre del regno a cercare l'uomo beato e felice della sua condizione, ma non trovò alcun uomo felice: infatti tutti desideravano un'altra condizione e beni. Una volta tuttavia, mentre attraversava i campi, ascoltò un carme felice di un giovane che conduceva le vacche e che reggeva il pesante aratro. Subito lo mandò a chiamare desiderando comprare la tunica del giovane felice, ma inutilmente: infatti il giovane era veramente contento della sua condizione ma non aveva mai avuto una tunica!

domenica 30 ottobre 2011

No, non c'è la morte

No, non c’è la morte.
Neppure questa pietra è morta.
E non è morto il frutto che è caduto...:
tutto in vita ritorna al tocco delle dita,
tutto respira il ritmo del mio sangue,
del soffio che lo sfiora.
Così, quand’anche la mia mano seccherà,
nel ricordo vivrà di un’altra mano,
e tacita la bocca serberà
il gusto delle bocche che ha baciato.


José Saramago

martedì 18 ottobre 2011

Respirare

Sussurrava il suo nome intanto che lo scuoteva, finché il fratello non aperse gli occhi. La voce parzialmente consumata dalle lacrime ebbe la meglio su di una probabile sequenza di insulti. Uscì lenta ma chiara, senza singhiozzare: "Perchè Dio fa questo ai propri figli?", sentendosi dopo un tempo incalcolabile rispondere: "Credi che se ci amasse ci avrebbe spediti su un pianeta così inospitale?". Ecco, sì. Puoi riaddormentarti fratellino.
Gli occorreva la sua opinione, anche se la conosceva a menadito perchè condivisa. Quasi una domanda retorica, simile a richieste di aspiranti suicidi non recepite da coloro che non possiedono altro che la vita.
Sedette nella polvere, con la schiena poggiata al materasso, nel pugno il mandante della sua consolazione. Attese il ritorno del respiro regolare di sonno nel letto vicino e lasciò compiersi nuovamente il rituale. Voltò il braccio offrendogli la lama e un altro taglio andò a ledere la carne non più candida. Riprese a lacrimare, non più per la pelle bruciante ormai ma perchè sapeva che non poteva promettere di smettere. Né a lei né tantomeno a se stesso. Desiderò ardentemente scivolare via col sangue che andava scorrendo, disciogliersi nella piccola pozza rossastra che si era formata ai suoi piedi. Andar via da quella stanza, dalla notte, dalla vita. Dolcemente, in silenzio, così come n'era entrato.
Portò la testa all'indietro e per un attimo s'abbandonò del tutto alla sensazione di pace che era riuscita a pervaderlo.

venerdì 14 ottobre 2011

L'uccello tra le fiamme

Dalla terra devastata
si ergeranno nuove forme
ma ciò che in principio offende i tuoi occhi
sarà infine visto come una gradita nascita.

Per quanto abbiamo pianto invano
nelle lunghe notti senza fine?
Neppure degli attimi.
Nel buio, nessuno piange invano-
solo non riusciamo a vedere.

Deploriamo le rovine innanzi a noi
e ci cospargiamo di cenere
e non vediamo la Fenice
tra le fiamme.

Piangi ancora?
Ti lamenti ancora?

Tarjei Vesaas

mercoledì 28 settembre 2011

(ri)Epilogo

Qui l'estate sembra non aver mai fine, blog abbandonato dalla padrona e non soltanto da lei, forse perchè non è l'ennesimo che parla di sesso.
308 accessi a settembre, i 1891 di giugno ancora oggi non trovano spiegazione tanto paiono inverosimili.
53 tra lettori fissi e semovibili, di cui più della metà volatilizzatisi subito dopo aver cliccato segui, sostituito ora da unisciti a questo sito.
La padrona di questo blog soffre di depressione, apatia, solitudine e per non farsi mancar nulla ha anche perduto la musa. Ormai non crede più che ancora la legga e non le riesce di trovare un'altra anima cui dedicare i propri pensieri.
Quindi, niente.

Blog chiuso fino a nuovo ordine

martedì 20 settembre 2011

Test della propria morte

{1} Hai mai visto sacchi di immondizia lungo l'autostrada e ti sei domandato se c'erano pezzi umani dentro?
No, l'ho pensato per i cassonetti (quando c'erano)

{2} Se avessi la possibilità praticheresti il cannibalismo?
Possibilità? Sarebbe questione di sopravvivenza...

{3} Se obbligato a morire di overdose che droga sceglieresti?
Eroina, per il puro gusto di distruggermi totalmente esalando l'ultimo respiro


{PREFERIRESTI...}

{4} Essere ucciso da arma da fuoco o accoltellato?
Arma da fuoco

{5} Morire soffocato o dissanguato?
Dissanguata, anche se ci si impiegano ore

{6} Morire affogato o sepolto vivo?
Molto simpatiche entrambe, ma dovendo scegliere preferirei essere sepolta viva

{7} Un colpo deciso e letale in testa o picchiato a sangue?
Picchiata a sangue

{8} Avvelenato o overdose?
Overdose

{9} Virus letale o topi/formiche che ti mangiano lentamente?
Virus letale, decisamente

{10} Tra tutte le cose dette prima, quale preferiresti?
Picchiata a sangue

{11} ...E quale sarebbe la peggiore?
Le formiche, non mi piace l'idea di essere mangiata

{12} Essere ucciso da una persona o per un incidente?
Da una persona

{13} Da un serial killer (per puro piacere) o da un sicario (per soldi)?
Da un sicario

{14} Incidente in macchina o aereo?
Aereo

{15} Ucciso in casa o lontano da casa?
Lontano da casa

{16} Mentre dormi o mentre guardi la tv?
Non guardo la tv, quindi la scelta è obbligata

{17} Ucciso da un conoscente o da uno sconosciuto?
Da uno sconosciuto, non vorrei fare la fine di Giulio Cesare. Meglio non sapere chi potrebbe odiarti fino a quel punto


{RANDOM...}

{18} Cosa vorresti fosse fatto del tuo corpo una volta morto?
Fotografato in posa, dando l'illusione che sia ancora viva

{19} Dove vorresti fosse fatto il tuo funerale (escludendo in chiesa)?
Sulla cima di una montagna innevata

{20} Che canzone vorresti fosse suonata al tuo funerale?
L'ho inconsciamente già scelta, Hold on to my heart degli W.A.S.P. E la cavalcata finale di End of the road dei Sentenced mentre si dispergono le ceneri

{21} Cosa vorresti fosse sotterrato insieme a te?
Era inteso che vorrei essere cremata...

{22} Chi vorresti facesse il tuo elogio funebre?
Un prete chiamato apposta per tranquillizzare i presenti dicendo che ero una brava ragazza e andavo a messa ogni domenica (questo significa mentire spudoratamente!)

{23} Qualcos'altro da aggiungere riguardo il tuo funerale?
E' un'utopia ma mi piacerebbe essere cremata all'esterno della bara, sopra uno di quei pali di legno usati nei falò. Non voglio cimeli della vita terrena mescolati con me

{24} Preferiresti essere dimenticato o ricordato ma odiato?
Non m'interessa, comunque sia ci rincontreremo tutti

{25} Preferiresti morire solo, o lasciare il tuo partner con il cuore distrutto?
Assolutamente sola

venerdì 2 settembre 2011

Promemoria

Lasciato sullo sportello del freezer, ore 7.30.

"Volevo dirti, amore, che farmi sentire viva non sempre equivale a sentire il pulsare del tuo membro dentro di me. Ti desidero come tu mi desideri, ma in vecchiaia che ne avremo? Credo sia abbastanza raccogliere giudizi sulle pietanze idonee al tuo palato, o sopportare la tua politica in televisione.
Fammi sentire viva. Una volta di cui conservare dolce melanconia, so che può bastare.
Baci, Chicca"


N.B. Opera di fantasia, nessun riferimento alla realtà.

sabato 27 agosto 2011

Shallow

Superficiale
Datemi qualcosa da fare a pezzi, prima che mi faccia a pezzi
O portatemi da qualche parte, va bene ovunque - va bene davvero.

"Bene, va bene davvero"
Parole come queste, possono diventare realtà ripetendole?
La monotonia, il mio dolore costante, alleato e nemico
Stiamo facendo insieme questa stupida danza
Tip, tip, tip sulle punte

Inciampando, ancora una volta
Non posso che sorridere
Ma, credimi, è per frustrazione
Crederesti davvero a queste cose?

Non importa cosa succeda, finisco con questo sentimento che stordisce la mente
Il sorriso vuoto è scomparso, ma c'è questa gioia ingiustificata
Ma alla fine tutto questo non importa
Finisco tremando per quest'eco dentro:

Fa freddo qui, o sono solo io?

Lifelover

mercoledì 17 agosto 2011

Immortali II

Il film Highlander proponeva in chiave epica la figura della creatura immortale descrivendone le caratteristiche principali. Gli immortali dunque non potrebbero generare figli né rischiare la vita ogni momento, dato che avrebbero bisogno di ritrovarsi con la testa lontano dal corpo per beneficiare di questa nostra tappa obbligata. Oltre ovviamente all'attraversamento delle ere in costante giovinezza con conseguente salute e prestanza fisica: uno dei sogni ancestrali dell'umanità.
Riprendendo i tre punti ai giorni nostri, si può notare come tutti o quasi siano stati raggiunti e a volte religiosamente osservati: nel primo, la tendenza di pensiero è di avere tutto il tempo del mondo, in una società meno disposta ad accogliere responsabilità e più propensa al divertimento, con il risultato di madri anziane e sterilità; nel terzo, il progressivo miglioramento di tecnologia e scoperte scientifiche (ed in taluni casi un aiutino da mano chirurgica) illude di poter ingannare l'orologio. Per il secondo punto si finge di prestare indifferenza ma da decenni viene ancora in soccorso la tecnologia, con invenzioni più di frequente atte a trasformarci in principi delle comodità, ergo a non dover uscire di casa riducendo di parecchio i rischi di morte precoce. Eppure in Africa è ancora sufficiente una banale diarrea per andarsene.
Per 25 anni quella pellicola ci fece sperare in qualcosa per cui biologicamente non avremmo mai potuto ambire senza riflettere di averlo già. Anche perchè, stando al racconto, l'ultimo immortale rimasto veniva premiato con la mortalità. Ed avere discendenza anch'essa mortale.

domenica 14 agosto 2011

Immortali

Coloro che oggi ritengono che Morrison sia ancora vivo lo fanno per tutta una serie di motivi differenti. Innanzitutto, Morrison era "perfetto" per l'immortalità, dato che, quando ancora era in vita, già moriva con una notevole frequenza. Quando i Doors erano sulla cresta dell'onda, alla fine degli anni '60, Morrison - se le dicerie fossero corrisposte a verità - "moriva" più o meno tutti i fine settimana, di solito in un incidente d'auto (come James Dean) ma spesso anche per la caduta dal balcone di un albergo, mentre si penzolava o ballava sul cornicione per mettersi in mostra con gli amici. Altre volte "moriva" in seguito agli eccessi di alcolici, allucinogeni o pratiche sessuali di vario genere.
Nel suo libro su Hollywood, The Stars, lo scrittore francese Edgar Morin si è soffermato sull'idea che "James Dean sia vivo". Secondo le sue parole, si verificò "un fenomeno spontaneo di ingenuità: il rifiuto di credere alla morte dell'eroe. La morte di un qualsiasi superuomo (sia esso buono o cattivo) ha sempre generato manifestazioni di dubbio e incredulità, giacché i fedeli non erano mai stati intimamente convinti che queste figure eroiche fossero del tutto mortali". Con Jim Morrison accadde lo stesso.

da Jim Morrison - Vita e parole del Re Lucertola, di Jerry Hopkins

martedì 26 luglio 2011

Decisioni

Solo ai malati terminali è concesso il gusto della gioia, quel tassello mancante che ci soffoca i giorni contando di poterlo ottenere ogni qualvolta si vuole.
La vita stessa è una malattia: qualche sorriso, molta sofferenza. Le belle parole si riservano per lapidi mute; le carezze alla nostra pelle ormai fredda. In vita siamo feccia.
Non di realtà si nutre la morte ma di segreti inconfessati. Interrompete la mia esecuzione e concedetemi l'ultimo desiderio. Chiuderò i miei occhi angelici e li riaprirò empi di non vane speranze.
Avrei potuto richiedere felicità dilazionata in nove tempi piuttosto che in uno, ma se è già qui quel per cui peno, non partirò. Si muore perchè stanchi. Non dichiarate il vostro amore dopo, attraverso fiori di plastica. Allietate la mia esistenza, non il mio trapasso. La reincarnazione è un sogno in cui giaccio terrorizzato.

mercoledì 13 luglio 2011

Heartagram


L'heartagram è il simbolo della gothic metal band finlandese HIM (acronimo di His Infernal Majesty) ed è stato disegnato dal cantante e leader Ville Valo il giorno del suo 20° compleanno.
E' composto da un pentacolo, tradizionalmente associato a Satana, quindi il male, la morte, e da un cuore, a simboleggiare l'amore, il bene. Presente fin dal primo album, è stato descritto dallo stesso Valo come un moderno ying yang; la convivenza degli opposti (bene/male, amore/odio, luce/buio, positivo/negativo ecc.) proprio come nella simbologia cinese, rappresenta la condizione necessaria all'esistenza, una ha bisogno dell'altra per vivere.
A volte il simbolo è completato da un cerchio, ad indicare le due entità separate unite dal cerchio della vita.


L'heartagram racchiude inoltre l'intera tematica della band, che sulle opposizioni ma soprattutto sul dualismo di amore e morte ha costruito la propria musica. Valo lo porta tatuato dietro la nuca, al basso ventre e sul petto, che ha coperto un precedente tatuaggio.
Lo skater Bam Margera l'ha utilizzato come logo della sua linea di abbigliamento Adio, contribuendo a renderlo celebre come se non più della band stessa.

venerdì 8 luglio 2011

Happy Birthday


Un cassetto del web lasciato aperto più della metà del tempo previsto, statisticamente parlando. Per un anno varranno anche due palline.

giovedì 30 giugno 2011

La morte di Bartleboom

Morì che era mattina. Chiuse gli occhi e non li riaprì più. Semplice. Io non so. C'è gente che muore e, con tutto il rispetto, non ci si perde niente. Ma lui era uno di quelli che quando non ci sono più lo senti. Come se il mondo intero diventasse, da un giorno all'altro, un po' più pesante. Capace che questo pianeta, e tutto quanto, resta a galla nell'aria solo perché‚ ci sono tanti Bartleboom, in giro, che ci pensano loro a tenerlo su. Con quella loro leggerezza. Senza aver la faccia da eroi, ma intanto tengono su la baracca. Sono fatti così. Bartleboom, lui, era fatto così. Per dire: era uno capace di prenderti sottobraccio, un giorno qualsiasi, per strada, e dirti in gran segreto: "Io una volta ho visto gli angeli. Stavano sulla riva del mare".
Si può non voler bene a uno così?
Va da sè‚ che anche morire, fu una cosa che fece a modo suo. Senza tanto spettacolo, sottovoce. Si mise a letto, un giorno, stava poco bene, e la settimana dopo era tutto finito. Non si capiva neanche bene se soffrisse o no, in quei giorni, io glielo chiedevo ma a lui importava solo che non ci intristissimo, tutti quanti, per quella storia da nulla. Gli seccava disturbare. Solo una volta mi chiese se per favore gli mettevo su uno di quei quadri del suo amico pittore, appeso alla parete, proprio davanti al letto. Anche quella era una storia da non crederci, quella della collezione dei Plasson. Quasi tutti bianchi, se mi credete. Ma lui ci teneva tantissimo. Anche quello che gli misi su, quella volta, era proprio bianco, tutto bianco, lui lo scelse tra tutti, e io glielo misi lì, che lo potesse vedere bene, dal letto. Era bianco, giuro. Ma lui lo guardava, lo riguardava, se lo rigirava negli occhi, per così dire. Il mare... -, diceva piano.

da Oceano mare, di Alessandro Baricco

venerdì 24 giugno 2011

Fame

Un giorno vieni disturbato da una sorta di formicolìo,
lo associ istintivamente alla fame.

Riempi a caso un piatto,
ma non è la forma esatta con cui la sazieresti.
Cogli che non è lo stomaco ad urlare
ma un altro ospite interno.

Riponi la tua porzione, ma hai comunque fame.
T'accorgi di averla, ma di non sapere più
quale seno cercare,
quale peccato addentare.

Nulla che tenti di racimolare sembra utile
a quietare i singhiozzi di quel bambino…

Che sarà mai?

(14 gennaio 2010)

giovedì 16 giugno 2011

F1555 / J1535

La Vita che legata troppo stretta evade
Correrà sempre poi
Con un prudente sguardo indietro
E spettri di Redini -
Il Cavallo che fiuta l'Erba viva
E vede i Pascoli sorridere
Sarà ripreso con uno sparo
Se si riuscirà a prenderlo -


Emily Dickinson

sabato 21 maggio 2011

Non rubare

Dammi una sola valida ragione del perchè esistano in commercio telefoni cellulari dotati di fotocamera... ed in molti casi migliori delle comuni macchine fotografiche! Hai ragione, il mondo immaginario di 1984 s'è rivelato veritiero. Proprio non potevo nascere in un'altra epoca?

Le fotografie mi rubano l'anima

No, non m'impossesso di affermazioni di Joe Dallesandro, è una cosa che sento dentro, mia. Nuda o vestita poco importa. L'obiettivo non riuscirà mai a cogliermi, a rendermi definita. Ma si prenderà ugualmente una parte di me, quella che permetterà di dipingere tele e stampare magliette.
Poi se hai una spiccata vena sadica al giorno d'oggi puoi mettere tutto in rete, farti dire quanto sei stato in gamba a fotografare la tua ragazza annoiata sul divano o mentre perde a carte, e...
Pensavo a Dio. Non per un pentimento nei suoi confronti, quanto per un senso d'immagine, chiamiamolo così. 2000 anni fa bastava una persona qualunque che perdesse qualche ora per un ritratto e quello era, fino alla fine dei tempi. A chi importava che avessi un'espressione algida o sensuale? E della firma? Chi se ne fotte.

Ma io ogni sera devo lasciarti bere e dar adito ai tuoi vaneggiamenti e filosofeggiate, poi portarti a letto, non capisco se esausta o ubriaca, e al mattino rammentarti se abbiamo fatto l'amore, dormito insieme o sono rimasto sveglio perchè tu cantavi? Non ti do torto su chi sceglie di immortalarti invece che usar specchi, ma gli anni '60 son passati da un pezzo. Fattene una ragione: non esistono più folle in delirio come per i Beatles in Giappone perchè oggi tu sei come loro. E per questo motivo non puoi essere un santino da venerare... ci vogliono tante fotografie, tanti tuoi ritratti, uno per ogni stagione della tua giornata...

Spegni quel cazzo di telefonino, prima che lo lancio fuori della finestra.

Stavo scherzando. Vuoi capire o no che chi ti ama necessita più che altro di sensazioni? Io ti ho qua, tutta intera. Attendo solo che questo incontro produca qualcosa, di bello ma anche no, non si può saperlo con certezza nell'attimo del vissuto.

...E chi non mi ama perchè mai vorrebbe possedermi lo stesso? Stamattina per poco non rompevo il naso a un ragazzino: aveva uno di quegli aggeggi in mano. Fatico a credere questa adorazione su chi teme persino lo specchiarsi del proprio volto.
Ma ora portami a letto, ormai è uno dei pochi posti dove mi sento qualcuno.
Dove tu non architetti furti. E neanche chiedi il permesso, non serve.
In fotografia non riesco ad imprire tracce altrettanto bene.

lunedì 9 maggio 2011

Io sono te

Percorro le tue lacrime
custodendo nel cuore le tue risate.
Ti venero e ti ringrazio ogni istante
per la rinnovata nascita che hai dato alla mia vita.
Geloso di chi altro può appartenerti,
un po' disorientato
dal fatto che per me non riserbo amore
e scelgo te che non puoi offrirmene.
...o si?
Appurato che ci ha formati l'urlo dell'universo
più non serve chiamarmi niente
potendo indossare il tuo nome.
Io sono te.

lunedì 18 aprile 2011

Cielo e terra

Nel terzo mese, la città di Sien-Yang
E' ricoperta da un denso tappeto di petali.
In primavera, chi ha cuore di piangere solo?
Chi, di affacciarsi, senza aver prima bevuto,
Ad una vista simile? Ricchezza, povertà, vita lunga o breve,
Dal Creatore furono disposte e divise; Ma una coppa di vino livella la vita e la morte
E mille cose ostinate a non farsi capire. Quando sono ebbro smarrisco il cielo e la terra: Immobile giaccio sul mio solitario lettuccio;
E finalmente mi scordo di esistere anch'io:
E in quell'istante è grande la mia gioia.


Li Po

venerdì 1 aprile 2011

Amica mia

Davo ancora nomi a quel corpo informe che stanotte giaceva sotto le coperte con me. Quel compagno di letto che ora mi  trascinavo fino al bar l'ennesima mattina della mia vita. La riprova, non di certo ultima, che non mi sopporto.
Puntuale come sempre, S. sedeva in quella sedia traballante, ad aspettare. I soliti due caffè già pronti, inzuppavano il cielo grigio contemplato dalla finestra. Non avevo finito di baciarle le guance che mi accolsero le sue parole. Non mi sarei stancato di ascoltarla, con i suoi suoni semplici ma scelti con cura, se non fosse che io ne ero il soggetto principale. S. lo sapeva, e si zittiva quando immancabilmente cercavo di catturare la sua bellezza efebica nella tazzina. Sorrideva. Nessuno dei due aveva bisogno di troppe parole.
Ci salutammo prima di recarci al lavoro, ripromettendo di chiamarci se fossimo stati in difficoltà. Non necessito di scontrarmi con la timidezza per farlo, lei accorre pur non sentendomi. Offro sempre un caffè alla solitudine.


Lifelover - Stängt p.g.a. Semester

lunedì 28 marzo 2011

Io sono sangue

Vedo un uomo:
La Morte sorride dietro il suo viso.
Mi chiama a sé con il vino.
Sono così stordita, così estasiata!
Rischierò forse la mia anima per le sue carezze.
Perchè non stai lontano, tentatore?
Infiammata dai miei più oscuri desideri,
Cieca, vedrei ancora le tue fiamme.

Vedo un uomo:
La Morte si nasconde dietro il suo cappello.
Mi chiama a sé con i sorrisi,
E il mio cuore è suo complice.
Perchè non batte forte quando è spaventato?
Quanto tempo ancora prima che io sia al suo fianco?

Vedo un uomo:
Cinge la Morte tra le braccia.
Il mio cuore sanguina tra i suoi palmi.
Sono indebolita, stremata...
E se lui mi baciasse...
Se mi avesse già baciato...


Fabrice Dulac

mercoledì 23 marzo 2011

What is he?

Che cos'è?
- Un uomo, naturalmente.
Si, ma cosa fa?
- Vive, ed è un uomo.
Certo, ma deve pur lavorare. Avrà una qualunque occupazione.
- Perchè?
Perchè si vede che non appartiene ad una classe agiata.
- Non so. Ha molto tempo per sè, e fa delle bellissime sedie.
Qui ti volevo! Allora è un ebanista.
- No, No!
Insomma un falegname.
- Nient'affatto.
Ma l'hai detto tu.
- Che cosa avrei detto io?
Che faceva sedie, era un falegname.
- Ho detto che faceva sedie, non che è un falegname.
Va bene. Allora le fa per diletto?
- Forse! Secondo te, un tordo è un flautista di professione, o solo un dilettante?
Direi che è soltanto un uccello.
- E io dico che lui è solo un uomo.


David Herbert Lawrence

venerdì 11 marzo 2011

Lacune del tempo

Gli esseri viventi nascono, crescono, si riproducono e muoiono. Questa è la legge che traumatizzava noi bambini durante le lezioni di scienze.
Ritrovarci a pensare che consista tutto in quattro tappe all'apparenza molto semplici, terrore della morte incluso, senza immaginare che tutte e quattro possono essere invece complicate e assolutamente variabili da un essere all'altro. Non immaginare altro sul proprio cammino e vedersele già tutte realizzate.
Privandoci della soddisfazione di fantasticare sugli intervalli, su che cosa fare per impiegare il tempo tra un traguardo e il successivo. Forse già avendo concretizzato che non tutti gli esseri viventi arrivano al terzo punto.

Che cosa fare... dev'essere il dramma dei tempi moderni, quando le giornate non sono scandite dai ritmi del lavoro ma da quelli della sveglia. O il dramma dell'uomo, essere alfabeta e pensatore, che accumula gli anni sapendo che la sua esistenza avrà una tregua.
Che risente sempre di qualcosa che gli sfugge, ma che ha sviluppato speranza e si ritrova ad attendere. Tentando spesso di celare la dannazione dell'infinità che ha davanti, non credendosi più immortale ma programmando le reincarnazioni.

"Le scadenze sono fatte per esser rimandate", ancor sussurra l'ego a tempo scaduto.

domenica 6 marzo 2011

Costanti indelebili

Come un silente patto firmato involontariamente, naturalmente,
conservo sulla pelle tutti i graffi lasciatimi dalla notte.
L'invidia di lei immacolata tradisce,
semina dove vede e vuol purezza.
Che mai raccoglierà su di chi sparge orgoglio
ma non proferisce dei doni neanche a se stesso,
m'anzi li trattiene e novità non gradisce.
Scruto da sotto l'ombra dei miei occhi curiosi
insegnando al sangue come non interferire
tra quei nodi che non turbano,
rendono il paesaggio nuovo nato.
In contemplazione di un corpo statico
l'immobilità mia si fa avanti
e aggredendo l'aria domanda di prendermi per intero,
con tutti i segni di cui gelosamente mi nutro.
Quando Notte si ridesta la mia forma è di nuovo vera,
le sue matite corrono dove non era giunta,
cicatrizzando questi ed altri punti
perchè la pelle non ne contamini l'inchiostro.

mercoledì 2 marzo 2011

martedì 22 febbraio 2011

Ex drummer



Opera prima di un regista di spot pubblicitari, questa produzione belga del 2007 sa annidarsi sotto la pelle per non andarsene più.
Racconta di tre musicisti disturbati cui manca il batterista per poter partecipare a un concorso. Desiderosi di cambiare le proprie vite chiedono ad un famoso scrittore di unirsi a loro, a condizione che anche lui abbia un qualche problema. I tre infatti sono rispettivamente: il cantante sadico e stupratore per via di un difetto di pronuncia, il chitarrista tossico che si spaccia per sordo e il bassista omosessuale con un braccio paralizzato e una grave situazione famigliare.
Lo scrittore, narratore della storia, pur di calarsi nel quotidiano delle miserabili vite del terzetto e trarne spunto per un libro, dichiarerà di non saper suonare la batteria, venendo così accettato nel gruppo.
Uomo di potere e manipolatore dei personaggi del suo racconto, riuscirà a farli scontrare l'un l'altro subendo al tempo stesso il fascino di chi è no future.
Le scelte stilistiche vogliono confermare quel grido punk a tutti i costi, montando ad esempio i titoli di testa al contrario o mostrando il cantante appeso al soffitto quando gironzola per il suo appartamento. Conferme che toccano l'apice nella carneficina finale.
Vietato ai minori di 18 anni e ai deboli di stomaco.

giovedì 10 febbraio 2011

Tutte le morti

(Dedicata a Wilhelm Gundert)

Ho già vissuto tutte le morti,
tutte le morti voglio ancora morire,
morire nell'albero la morte lignea,
nella montagna la morte di pietra,
nella sabbia morte di terra,
morte vegetale nell'erba crepitante dell'estate
e la misera, sanguinosa morte degli uomini.

Voglio rinascere fiore,
voglio rinascere albero ed erba,
pesce e cerbiatto, uccello e farfalla.
E da ogni forma
mi strapperà la nostalgia
in alto ai gradini dell'ultimo dolore
fin dentro il dolore umano.

Oh trepidante e teso l'arco quando
il pugno furioso del desiderio
pretende di piegare l'uno all'altro
entrambi i poli estremi della vita.
Spesse volte e tante volte ancora
mi risospingerai da morte a nascita
orbita angosciosa delle forme,
orbita radiosa delle forme.


Hermann Hesse

lunedì 7 febbraio 2011

Divismo

Ricordare questo o quest'altro divo del grande schermo o della canzone che han lasciato prematuramente questo piano, le occasioni non mancano mai. Un'ultima (per ora) piccola prova della forza del divismo la si ha avuta con la dipartita di Heath Ledger nel 2008, proprio quando il suo Joker stava entrando nel regno del mito. Come lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione collaudata in precedenza da Brandon Lee, al destino... così lo chiamiamo. Il fato.
Prendersi nel momento di splendore massimo ciò che comuni mortali non riuscirebbero nemmeno nei loro sogni più belli. Perchè il mestiere di molti è invecchiare. Quello di pochi è andarsene presto, quando l'ultima parola detta è spesso il testamento, il capolavoro. Giovani, che inteneriscono il pubblico e fanno dannare quelli che non ci stanno, che giocano ad invecchiarli, per credere un po' di far parte tutti dello stesso universo.
Come una donna svelata del trucco.



Bathory - Odens Ride Over Nordland

martedì 18 gennaio 2011

Consegnato al mondo

L'atrocità del dar la vita
mi fa sentire inadeguata.
L'orrore della ripetizione,
sacrificio di tutte le mie cellule,
assemblaggio più o meno fedele
di un nuovo corpo che si serve del mio
per raccontarsi storie.
Più nessun sangue si verserà per lui
dacché polvere di stelle forgerà ossa
e cuore di madre intreccerà capelli.
Ferita di un uomo per lasciar attraversare altro uomo,
altro uomo che non mi appartiene,
né conserva pure le fisionomie
ma attinge per iniziar la descrizione.
Gioco di forze tra due incompleti apparenti,
fossi sol'io coinvolta tornerei vergine.

sabato 8 gennaio 2011

Hallowed be thy name



Sia santificato il tuo nome
Sto aspettando nella mia fredda cella quando la campana comincia a rintoccare.
Rifletto sul mio passato e non ho molto tempo.
Perchè alle 5 loro mi porteranno al palo della forca,
Le sabbie del tempo per me stanno scorrendo lentamente.

Quando il prete viene a concedermi l'estrema unzione,
Io attraverso le sbarre guardo per l'ultima volta
Un mondo che è stato crudele con me.

Forse c'è un errore?
Difficile contrastare il terrore che mi sta vincendo.
È veramente la fine, non qualche pazzo sogno?

Qualcuno per favore mi dica che sto sognando,
Non è facile smettere di urlare,
Ma le parole fuggono da me quando provo a parlare.

Le lacrime scorrono perchè sto piangendo?
Dopotutto non ho paura di morire.
Non credo che ci sia una fine.

Mentre le guardie mi fanno marciare fuori nel cortile,
Qualcuno mi grida da una cella "Che Dio sia con te".
Se c'è un Dio perchè mi ha lasciato morire?

Mentre cammino tutta la mia vita scorre davanti a me
E anche se la fine è vicina non sono dispiaciuto
Catturate la mia anima perchè vuole volare lontano.

Segnatevi le mie parole per favore, credo che la mia anima continuerà a vivere
Per favore non preoccupatevi ora che devo andare
Sto andando nell'aldilà per vedere la verità.

Quando saprai che il tuo tempo è vicino alla fine,
Forse comincerai a capire che
La vita quaggiù è solo una strana illusione.

Sia santificato il tuo nome


Iron Maiden

lunedì 3 gennaio 2011

Corpo

Una casa macchiata d'abitudini,
avvelenata d'allusioni misantrope,
cinta d'impulsi animali,
condensa desideri d'amore.

Osserva gesti,
scarabocchia canti.
Rammenda cassetti,
tentando di imparare dai ricordi
il volto conservato nei suoi occhi.

Lo specchio del pavimento,
nascosto dalla polvere,
mantiene profumi di pelle asciutta,
battiti di ciglia addormentati,
attento a non rivelare il nome del padrone.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...