Navigando in rete si può venire a sapere che l'enciclopedia cattolica nella sua pagina riguardante il
suicidio, definisce quest'ultimo un peccato contro la vita.
L'uomo è davvero il dio di se stesso, e che uccidersi ha quindi la stessa equivalenza di una bestemmia?
Rinunciare alla vita significa rinunciare a Dio?
Quando ci ritroviamo involontari spettatori di un altro episodio di stupro, infibulazione, pedofilia, traffico di organi o più semplicemente della discriminazione di un ragazzo da parte dei suoi stessi compagni, non chiamiamo forse proprio questi
peccati contro la vita?
O meglio, non sono forse questi veri e propri
veleni che a volte ci spingono a togliercela, la vita?
Perchè continuare un'esistenza di squallore e degrado, se l'individuo non vi scorge più o non vi ha mai scorto amore?
Ma la domanda più interessante è forse una sola: dov'è il vostro Dio in questi casi?
Un po' di veleno di tanto in tanto da sogni gradevoli. E molto veleno alla fine conduce a una morte piacevole.
da Così parlò Zarathustra