lunedì 28 marzo 2011

Io sono sangue

Vedo un uomo:
La Morte sorride dietro il suo viso.
Mi chiama a sé con il vino.
Sono così stordita, così estasiata!
Rischierò forse la mia anima per le sue carezze.
Perchè non stai lontano, tentatore?
Infiammata dai miei più oscuri desideri,
Cieca, vedrei ancora le tue fiamme.

Vedo un uomo:
La Morte si nasconde dietro il suo cappello.
Mi chiama a sé con i sorrisi,
E il mio cuore è suo complice.
Perchè non batte forte quando è spaventato?
Quanto tempo ancora prima che io sia al suo fianco?

Vedo un uomo:
Cinge la Morte tra le braccia.
Il mio cuore sanguina tra i suoi palmi.
Sono indebolita, stremata...
E se lui mi baciasse...
Se mi avesse già baciato...


Fabrice Dulac

mercoledì 23 marzo 2011

What is he?

Che cos'è?
- Un uomo, naturalmente.
Si, ma cosa fa?
- Vive, ed è un uomo.
Certo, ma deve pur lavorare. Avrà una qualunque occupazione.
- Perchè?
Perchè si vede che non appartiene ad una classe agiata.
- Non so. Ha molto tempo per sè, e fa delle bellissime sedie.
Qui ti volevo! Allora è un ebanista.
- No, No!
Insomma un falegname.
- Nient'affatto.
Ma l'hai detto tu.
- Che cosa avrei detto io?
Che faceva sedie, era un falegname.
- Ho detto che faceva sedie, non che è un falegname.
Va bene. Allora le fa per diletto?
- Forse! Secondo te, un tordo è un flautista di professione, o solo un dilettante?
Direi che è soltanto un uccello.
- E io dico che lui è solo un uomo.


David Herbert Lawrence

venerdì 11 marzo 2011

Lacune del tempo

Gli esseri viventi nascono, crescono, si riproducono e muoiono. Questa è la legge che traumatizzava noi bambini durante le lezioni di scienze.
Ritrovarci a pensare che consista tutto in quattro tappe all'apparenza molto semplici, terrore della morte incluso, senza immaginare che tutte e quattro possono essere invece complicate e assolutamente variabili da un essere all'altro. Non immaginare altro sul proprio cammino e vedersele già tutte realizzate.
Privandoci della soddisfazione di fantasticare sugli intervalli, su che cosa fare per impiegare il tempo tra un traguardo e il successivo. Forse già avendo concretizzato che non tutti gli esseri viventi arrivano al terzo punto.

Che cosa fare... dev'essere il dramma dei tempi moderni, quando le giornate non sono scandite dai ritmi del lavoro ma da quelli della sveglia. O il dramma dell'uomo, essere alfabeta e pensatore, che accumula gli anni sapendo che la sua esistenza avrà una tregua.
Che risente sempre di qualcosa che gli sfugge, ma che ha sviluppato speranza e si ritrova ad attendere. Tentando spesso di celare la dannazione dell'infinità che ha davanti, non credendosi più immortale ma programmando le reincarnazioni.

"Le scadenze sono fatte per esser rimandate", ancor sussurra l'ego a tempo scaduto.

domenica 6 marzo 2011

Costanti indelebili

Come un silente patto firmato involontariamente, naturalmente,
conservo sulla pelle tutti i graffi lasciatimi dalla notte.
L'invidia di lei immacolata tradisce,
semina dove vede e vuol purezza.
Che mai raccoglierà su di chi sparge orgoglio
ma non proferisce dei doni neanche a se stesso,
m'anzi li trattiene e novità non gradisce.
Scruto da sotto l'ombra dei miei occhi curiosi
insegnando al sangue come non interferire
tra quei nodi che non turbano,
rendono il paesaggio nuovo nato.
In contemplazione di un corpo statico
l'immobilità mia si fa avanti
e aggredendo l'aria domanda di prendermi per intero,
con tutti i segni di cui gelosamente mi nutro.
Quando Notte si ridesta la mia forma è di nuovo vera,
le sue matite corrono dove non era giunta,
cicatrizzando questi ed altri punti
perchè la pelle non ne contamini l'inchiostro.

mercoledì 2 marzo 2011

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