domenica 25 luglio 2010

Appuntamento

A J. Keck

Morta l'amica del cuore!
Eccola dunque condotta
questa mattina alla fossa
di seta pura calzata.

Immacolata lei dorme
nella sua veste festiva
dentro la bara dischiusa
malgrado la tramontana.

Su!, scava scava, becchino,
a questa amante mia bella
assai profonda la tomba:
lasciami un posto sul fondo.

Non suggellare l'avello
prima che tenebra cali,
poichè le avevo promesso
che a notte l'avrei raggiunta

fin dentro quella sua cella:
«Nelle notti di dicembre,
desolata in questo nido,
tremerò senza di te!».

Ma durante un'alba grigia
la sorprese suo fratello
sulle mie ginocchia, nuda;
«Combattiamo!» Lui m'ingiunse.

«Dopo che t'avrò ammazzato
la piccina ucciderò!»
Sono io che per schivarlo
l'ho colpito, tuttavia.

La sua pena è stata tale
che ne è morta proprio ieri,
ma secondo la promessa
lei mi aspetta coricata

nel giaciglio che sai fare
sotto terra, mio becchino;
troppo freddo avrebbe, sola,
laggiù, in fondo a quell'alcova.

Al suo fianco dormirò
come fossi amante fido
per l'intera notte ed oltre,
per la notte senza fine.


Charles Cros

lunedì 19 luglio 2010

Nostalgia

E una volta ancora la disperazione mi sta baciando
Con le sue fredde labbra da fantasma
L’autodistruzione mi sta conducendo alla tomba
Che ho scavato per molte volte
E una volta ancora sto diventando un pensiero spettrale
Dimenticato, triste, miserabile, una merda
Mentre cado nelle sfere nere tra memorie solitarie
Ci hai distrutto, pezzo per pezzo

Il conto della mia colonna sonora è scritto col sangue
Musica di suicidio scritta in rosso
L’ho fatto io, i miei polsi sono aperti
E come le mie lacrime, sta scendendo a cascata
Tutto è stato perso dietro di noi
Sulle mie ginocchia, le mani sulla mia faccia
Il sole sta apparendo nel mattino di primavera
Dove sono steso non c’è nient'altro che la mia polvere

Ora non prenderti cura di lui
Vivi dall'altra parte delle sensazioni
Ma la nostra neve di Febbraio
sta ora coprendo il mio corpo privo di vita


Nocturnal Depression

lunedì 12 luglio 2010

Autoritratto con la Morte che suona il violino


di Arnold Böklin (1827-1901) - L'Isola dei Morti, Odisseo e Calipso.
Titolo originale: Selbstbildnis mit fiedelndem Tod
1872, olio su tela, 75 x 61.
Alte Nationalgalerie, Berlino.

La Morte suona sulla corda della nota sol, che è anche l'unica in questo violino. Il pittore interrompe il lavoro per prestare attenzione. Secondo un aneddoto, Böklin aggiunse la figura della morte perché degli amici gli chiesero che cosa stava ascoltando. Pertanto il quadro simboleggia la ricerca dei valori ultimi e più profondi e il ruolo della morte sempre in agguato.

giovedì 8 luglio 2010

Semplicità

Se non volete lottare, è lecito fuggire.
Perciò fra tutte le cose
che ho voluto per voi inevitabili
nulla ho reso più facile che morire.
Ho posto la vita su un piano inclinato.
Basta poco e vedrete che ho posto
meno ostacoli alla vostra uscita
dalla vita che all'ingresso;
giacché troppo grande sarebbe
su di voi il potere della sorte
se per morire occorresse tanto tempo
quanto quello che ci vuole per nascere.
Ogni momento, ogni luogo vi insegni
come sia facile ricusare la natura
e gettarle in faccia il suo dono;
fra gli stessi altari
e le solenni cerimonie sacrificali,
mentre si auspica la vita,
imparate la morte.

Seneca

Adolf Hering, Death and the Maiden (1900)
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